Test del MICROBIOTA

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microorganismi che risiede nel nostro tratto gastrointestinale presentandocaratteristiche di unicità per ogni individuo. Il microbiota intestinale è composto da numerosi microrganismi (oltre 800 gruppi microbici diversi) che in condizioni normali sono in equilibrio tra loro. Il patrimonio genetico che esso esprime è molto più vasto di quello umano (circa 150 volte) e risulta fondamentale per il mantenimento della nostra salute attraverso l’esercizio di funzioni fisiologiche e metaboliche che altrimenti non saremmo in grado di svolgere. Il microbiota si comporta dunque come un vero è proprio organo. Conoscere la composizione e lo stato di benessere del nostro microbiota ci permette riequilibrare eventuali squilibri della flora batterica (disbiosi) oltre a fornirci utili informazioni sul benessere dell’ecosistema intestinale.

Un microbiota in buona salute infatti, è in grado di ridurre il rischio di molte patologie come: diabete, obesità, sindrome metabolica, steatosi epatica, malattie infiammatorie intestinali, allergie, autoimmunità, atopie e come da recenti studi anche da squilibri del sistema nervoso.

Oggi è possibile conoscere il benessere del nostro intestino e la composizione attraverso alcuni test tra cui:

Il disbiosi test:

Ci permette di dosare due metaboliti di origine intestinale l’indicano e lo scatola. Il primo espressione di una disbiosi del piccolo intestino (fermentativa) e il secondo del colon (putrefatta). E’ test semplice che si fa attraverso autoraccolta delle urine. Ci permette di avere informazioni base per avere

Il test del microbiota

Ci permette di conoscere la composizione dei generi batterici presenti nell’intestino con il loro “nome e cognome”. Analizzando infatti uno specifico gene batterico (gene 16s RNA) è possibile identificare i batteri presenti con un certezza del 100% tramite tecniche di analisi moderna (NGS). Il test viene eseguito su autoprelievo delle feci.

Come abbiamo visto nel caso del disbiosi test possiamo riconoscere una disbiosi:

Fermentativa (indicano) possibili sintomi:

  • difficoltà digestive
  • gonfiori addominale
  • flatulenza
  • diarrea alternata a stipsi
  • diarrea o feci mal formate post prandiale

Putrefattiva (scatolo) possibili sintomi:

  • colite e dolore addominale
  • costipazione 
  • borborigmi intestinali
  • alitosi

L’intervento di riequilibrio opterà primariamente sull’alimentazione che spesso è la causa primaria di fermentazione o putrefazione e sull’integrazione di probiotici e prebiotici specifici.

Con il test di microbiota invece si potrà valutare:

La disbiosi quantitativa e quindi la biodiversità (un indicatore di salute dell’intestino)

La disbiosi qualitativa (la quantità di specifiche famiglie e sottofamiglie di batteri),

L’enterotipo del soggetto (il/i batterio/i dominante/i)

Il rapporto tra batteri infiammatori e non infiammatori

La fermentazione e la putrefazione

La coovarianza batterica, che ci permetterà di scegliere tra i probiotici in commercio quelli più specifici per ogni singolo individuo in relazione al tipo di microbiota riscontrato.

L’intervento di riequilibrio vedrà un intervento nutrizionale personalizzato (il microbiota esprime proprio l’alimentazione del soggetto esaminato), l’integrazione di probiotici specifici e prebiotici dove fosse necessario.

Vediamo meglio cosa è la disbiosi:

Si definisce disbiosi, qualsiasi squilibrio, quantitativo e qualitativo dell’ecosistema batterico intestinale che incida sulla sua funzione metabolica e sulla sua corretta distribuzione lungo il tratto intestinale.

Di seguito alcune cause di disbiosi:

  • nascita per parto cesareo: il parto è il momento essenziale per il passaggio della flora microbiotica dalla madre al neonato
  • scarso o mancato allattamento: il latte rappresenta un alimento essenziale per la crescita della flora batterica protettiva e regolativa del sistema immunitario
  • cure antibiotiche nei primi anni di vita o cure intense nei successivi anni
  • utilizzo cronico di antiacidi e altri farmaci (cortisonici, antinfiammatori, chemioterapici, ecc.)
  • parodontopatie e cattiva igiene orale (per transito dei batteri patogeni orali verso l’intestino)
  • attività fisica carente o eccessiva
  • stili alimentari scorretti (i batteri si nutrono di ciò che mangiamo, questo farà crescere o decrescere le specie presenti) ed eccessivo consumo di alimentazione industriale e processata (pesticidi, conservanti e additivi possono alterare il microbiota intestinale)
  • infezioni intestinali acute o croniche (candide, virus, batteri)
  • malattie intestinali croniche infiammatorie 
  • età avanzata (con l’età si riduce la varietà e il numero delle specie batteriche presenti)

Quindi due semplici esami scelti dal medico in relazione alle specifiche esigenze individuali e allo stato di salute dell’intestino.

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